E siamo tutti Rete-dipendenti

Il rapporto annuale di We are Social “Digital 2020“, realizzato in collaborazione con Hootsuite non lascia dubbi: il nostro paese registra ancora un trend  in crescita per quanto riguarda Internet, piattaforme social e nuove tecnologie. Sono infatti quasi 50 milioni gli utenti che accedono a Internet ogni giorno. YouTube si conferma la piattaforma più attiva, seguita dalla famiglia di app di Facebook (WhatsApp, Facebook, Instagram e Messenger nell’ordine).
La ricerca – alla sua nona edizione – delinea un paese “maturo” nell’utilizzo di Internet e dei canali social: ogni giorno sono 45 milioni le persone che accedono a Internet da mobile e 35 milioni quelle attive sui canali social, utilizzati in maniera sempre più diversificata, a scopo di intrattenimento, informazione, condivisione e conversazione.
In linea con altri paesi occidentali, anche gli italiani stanno sviluppando grande attenzione per temi importanti legati alla vita online, come il controllo della propria privacy e la scelta di fonti di informazione affidabili: più di una persona su due ha espresso preoccupazione per la tematica del trattamento dei dati personali (59%) e per il fenomeno delle fake news (52%).
LI principali risultati:
Internet

  • sono quasi 50 milioni gli utenti Internet su base giornaliera che trascorrono online 6 ore al giorno;
  • in crescita l’utilizzo della tecnologia voice: il 35% degli utenti Internet utilizza almeno un servizio controllato tramite la voce
  • gli italiani ricercano online intrattenimento ma anche “crescita” personale: il 92% della popolazione guarda contenuti video e il 34% vlog, il 57% ascolta musica in streaming, il 39% web radio e il 23% podcast
  • 1 italiano su 7 possiede uno smartwatch o un dispositivo wearable (dato triplicato rispetto al 2019, dal 5% al 15%)
  • in forte espansione il mondo del gaming: 4 italiani su 5 giocano e 1 su 8 segue il live streaming di altri giocatori

Social media

  • sono 35 milioni le persone attive sulle piattaforme social: il 98% di loro accede da mobile;
    le persone trascorrono in media sui canali social 1 ora e 57 minuti del tempo giornaliero, in aumento rispetto al 2019
  • la piattaforma social più attiva si conferma YouTube, seguita dalla famiglia di app di Facebook. Instagram registra la crescita più evidente anno su anno, dal 55% al 64%
  • in media sono circa 8 gli account per ogni persona

Mobile

  • quasi tutti gli abitanti del nostro paese possiedono uno smartphone (94%)
  • da mobile gli italiani utilizzano soprattutto app di messaggistica (92%), per l’intrattenimento e la fruizione di contenuti video (73%), per l’ascolto di musica (52%), per lo shopping (68%) e il gaming (43%)

E-commerce

  • la crescita nell’utilizzo di Internet sta trainando anche l’e-commerce: l’87% degli utenti attivi ha dichiarato di aver cercato online prodotti e servizi da comprare, mentre il 77% ha acquistato online un prodotto nell’ultimo mese

E cosa succede nel mondo?

  • sono 4,54 miliardi le persone online, con quasi 300 milioni di utenti che hanno avuto accesso ad internet per la prima volta nel corso del 2019
  • la metà della popolazione mondiale – 3,8 miliardi di persone – utilizza regolarmente i social media
  • le piattaforme social più attive sono Facebook, YouTube e WhatsApp, e si registra una crescita significativa nell’utilizzo di TikTok con 800 milioni di utenti attivi al mese, di cui 300 milioni fuori dalla Cina

“Il nostro paese registra ancora un trend positivo per quanto riguarda l’aumento delle persone che accedono a Internet e ai social media, ma in questa fase di maturità quello che cambia è l’utilizzo, sempre più diversificato e consapevole. Accanto a realtà come Facebook e Google, che mantengono la loro leadership, emergono nuovi canali che introducono nuove modalità di espressione e fruizione dei contenuti. Un contesto che lancia una sfida a chi si occupa di comunicazione e ai brand che dovranno conoscere profondamente le esigenze delle persone a cui si rivolgono e come si esprimono per stabilire una connessione positiva, a prescindere dalla piattaforma utilizzata”, commentano Gabriele Cucinella, Stefano Maggi e Ottavio Nava, CEO We Are Social.

I report completi sono disponibili ai seguenti link:

https://wearesocial.com/it/digital-2020-italia 

https://wearesocial.com/digital-2020

PR: lo stato dell’arte nel 2020

Dal sito www.ferpi.it

Una nuova ricerca mostra le principali aree sulle quali puntano i professionisti delle digital PR per incrementare il loro vantaggio competitivo nel 2020. La piattaforma di social listening e analytics Talkwalker, ha collaborato con la società di ricerca internazionale YouGov alla realizzazione di una ricerca che ha coinvolto 3.700 professionisti del marketing e della comunicazione basati in Europa, USA, Africa, Asia-Pacifico, America Latina e Medio Oriente per analizzare lo stato dell’arte della industry nel 2020.

La ricerca globale “Lo stato delle PR nel 2020” rivela come varia la percezione e la definizione dell’offerta PR da una regione all’altra e come i diversi dipartimenti non possono più permettersi di rimanere separati in silos non comunicanti. Lo studio mette anche in evidenza i diversi modi in cui i professionisti delle PR utilizzano il social listening nel loro day by day e quali metriche utilizzano per misurare le performance delle loro attività. Risulta evidente che, grazie all’adozione di strumenti di social listening per migliorare le attività di media management, influencer marketing, crisis e reputation management, il loro ruolo aumenta di valore all’interno dell’azienda.

A livello globale, la percentuale di coloro che hanno adottato una o più soluzioni di social listening si attesta al 48%. I Paesi dove questa media è ancora più alta solo la Francia (75%), l’Italia (72%), gli Stati Uniti (71%), il Sud Africa (71%), e l’India (68%). In fondo alla classifica troviamo invece la Svezia (25%) e la Norvegia (28%).  Nonostante circa la metà dei professionisti delle PR abbia confermato che le loro aziende utilizzano tecnologie di social listening, solo il 15% le utilizza per il newsjacking, perdendosi così un’enorme opportunità, considerato il fatto che sfruttare le notizie e i temi più caldi è una delle tecniche PR più efficaci.

Gli utenti che utilizzano il social listening a livello globale erano per lo più social media manager e data analyst ma, secondo il report di Talkwalker “Lo stato delle PR nel 2020”, tra questi utenti emerge che il 33% è costituito da figure quali PR account manager, executive, coordinator, director, e vice president. Questo è un dato molto interessante per capire come si sta sviluppando la industry, cercando di massimizzare il potenziale del social listening per diverse figure e dipartimenti. Un dato altrettanto interessante e sorprendente è il fatto che solo l’8% dei C-level a livello globale utilizzano strumenti di social listening, nonostante crisis e reputation management siano casi d’uso fondamentali per la loro posizione nella PR industry.

Infine, anche l’influencer marketing, che arriverà a valere 10 miliardi di dollari nel 2020, è stato identificato dagli intervistati come parte integrante dell’offerta PR. Talkwalker ha chiesto ai professionisti marcomm con che tipologia di influencer collaborano, in che modo e quali metriche utilizzano per misurare il ROI di queste collaborazioni. Uno dei dati più interessanti è che, al contrario di quanto si tende a pensare, il settore non è dominato da Instagram bensì da Facebook. Infatti, il 70% dei professionisti a livello globale ha indicato Facebook come canale principale per le campagne di influencer marketing B2C, contro il 68% di Instagram. Questo gap aumenta se si prendono in considerazione le collaborazioni per campagne B2B, con il 65% delle collaborazioni su Facebook e il 53% su Instagram. Gli esperti PR si sono dimostrati anche molto reattivi all’adozione della piattaforma relativamente nuova Tik Tok, che è stato inserito nella strategia di comunicazione del brand dall’8% degli intervistati, per quanto riguarda le campagne B2C, e dal 4% per quanto riguarda le campagne B2B.

“Negli ultimi anni il panorama delle PR ha dovuto cambiare costantemente per rimanere al passo con le evoluzioni del mondo digitale. Questo è un momento di grande fermento nella industry, dove emergono ogni giorno nuove opportunità e nuovi potenziali che una social PR strategy può offrire”, afferma Robert Glaesener, Global CEO di Talkwalker.

“La nostra missione è quella di offrire ai professionisti delle PR e della Comunicazione una soluzione all’avanguardia nel campo della social listening e analytics, che gli permetta di di proteggere e rafforzare la reputazione del loro brand su scala globale. Recentemente abbiamo lanciato la nuova featureConversation Clusters, un sistema per visualizzare i dati in modo più efficaci, che analizza e mappa in cluster tematici i milioni di conversazioni legate ad un argomento, permettendo ai marketer e ai professionisti delle Pr di individuare facilmente le notizie, i trend e i contenuti più caldi da poter sfruttare al meglio nelle loro campagne di comunicazione.”

Per accedere al report completo e avere maggiori dettagli sui dati relativi alle diverse regioni analizzate, potete scaricare la ricerca di Talkwalker “Lo stato delle PR nel 2020” a questo link.