Cresce la flotta Mascio

Cresce la flotta Mascio

Mornico al Serio, 23 febbraio 2021 – Il Gruppo Mascio (www.mascio.it), amplia la propria flotta, composta già da ben 230 mezzi di ultimissima generazione, aggiungendo al parco macchine sedici mezzi (10 trattori industriali e 6 mezzi d’opera) targati Scania, prestigioso marchio svedese specializzato in veicoli industriali.

I mezzi saranno subito operativi nei diversi cantieri in cui il Gruppo Mascio è impegnato, tra cui quello della CEPAV ed in Liguria per il trasferimento di ingenti quantità di sabbia trasferita dalle rive del fiume Po sino al litorale ligure.
Un nuovo investimento che conferma l’obiettivo del Gruppo di allargare il proprio raggio d’azione mettendo a disposizione dei committenti mezzi all’avanguardia in grado di rispondere anche a grandi mole di lavori, in tempi sempre più ridotti e con sempre maggiore sicurezza. Stefano Mascio, Direttore Generale del Gruppo Mascio ha così commentato la nuova fornitura: “Abbiamo deciso di fare questa scelta per testare il marchio sotto il punto di vista
dell’efficienza e dei consumi. I mezzi Scania ci hanno inoltre dato un elemento in più come la dotazione del cambio automatico e il pedalino per la frizione, utili nei momenti in cui dobbiamo affrontare manovre particolari”. “Sicurezza e qualità – continua Stefano Mascio – sono elementi chiave della nostra crescita, legati a continui investimenti finalizzati a garantire massima efficienza in tempi ridotti: questa la chiave che incentiva i nostri committenti a sceglierci”.

Un’opportunità anche per Scania, che aggiunge un’azienda leader come il Gruppo Mascio tra i suoi clienti. “Per noi è un’ulteriore fornitura che consolida la conoscenza e la consapevolezza che Scania si sta ritagliando uno spazio importante anche nel settore del movimento terra – commenta l’Ing. Sabrina Loner –

Con il lancio della new generation Scania è cresciuta in questo settore e l’accordo con il Gruppo Mascio ne è la conferma. Inoltre, da bergamasca, è
un orgoglio poter avere dei mezzi impegnati in cantieri importanti per il nostro territorio”.

Il Presidente e la Buona Comunicazione

Nella prima riunione del Consiglio dei Ministri il presidente Mario Draghi ha voluto precisare che il Governo parlerà solo per comunicare fatti concreti. Stop alla confusione tra giornalismo e comunicazione. Sì alla Buona Comunicazione gestita da professionisti competenti, con rigore e responsabilità, con obiettivi chiari.

È stato avviato un nuovo corso anche nella Comunicazione. Finalmente. Perché la Buona Comunicazione per ReteCoM non è uno slogan, ma una necessità e si traduce nel mettere a disposizione progettualità e competenze professionali indispensabili per qualsiasi progetto di rinascita del nostro Paese.

L’approccio alla concretezza di ReteCoM sta nei temi su cui ha già avviato il confronto con i precedenti governi: i nuovi modelli del lavoro, la valorizzazione delle competenze manageriali, il riconoscimento delle professioni della comunicazione, l’equità economica, sociale e previdenziale. E infine il salvataggio dell’INPGI, che deve essere affrontato per assicurare le pensioni ai giornalisti senza coinvolgere i comunicatori in un inutile progetto di breve durata.

Sono questi i temi su cui è impegnata ReteCoM fin dal primo giorno della sua nascita. Sono questi i temi su cui le associazioni che costituiscono la Rete chiedono un confronto al Governo Draghi.

L’importanza di essere in ReteCoM

ReteCoM è la Rete delle Associazioni per la Comunicazione e il Management, cui aderiscono CIDA, CONFASSOCIAZIONI, ASCAI, COM&TEC, FERPI, IAA, UNA. Realtà diverse tra loro, con storie e identità autonome, accomunate dalla stessa necessità e dal radicato interesse di valorizzare le professioni della comunicazione e le competenze manageriali, attraverso specifiche azioni di rappresentanza istituzionale.

ReteCoM è un modello di rappresentanza innovativo per un segmento di mercato complesso e importante, che offre lavoro a decine di migliaia di professionisti e dipendenti di PMI e di medie e grandi aziende, oltre a funzionari e dirigenti della PA. È un esempio virtuoso di aggregazione, in cui si sommano, in termini di condivisione e rappresentanza, i 150 mila manager di CIDA, il milione e 200 mila professionisti e imprese di CONFASSOCIAZIONI, gli oltre 40 mila associati di ASCAI, COM&TEC, FERPI, IAA e UNA.

ReteCoM rappresenta un complesso universo di molteplici aziende e professionalità, “tradizionali” e digitali. Un settore che è difficile fotografare a causa della mancanza di riconoscimento della maggior parte dei profili rappresentati, che sono numerosissimi e che costituiscono risorse fondamentali e richiestissime dal mercato a livello nazionale e internazionale.

Nata per dire no all’ipotesi di allargamento della platea contributiva dell’INPGI ai comunicatori ad ottobre 2019, oggi ReteCoM è un interlocutore competente sulle questioni previdenziali, che intende andare oltre il confronto sui temi dell’INPGI e partecipare al confronto istituzionale sulle sfide che riguardano il futuro. Sfide epocali come il lavoro che crea occupazione, che azzera le diseguaglianze, che premia le competenze e che definisca nuovi modelli organizzativi in grado di produrre sviluppo e valore economico.

ReteCoM non è e non vuole essere un sindacato. È un osservatorio di analisi e di confronto, un laboratorio, il luogo deputato a gestire politicamente le complessità, semplificando linguaggi e azzerando le contrapposizioni, avviando percorsi identitari per valorizzazione e difendere le molteplici professionalità che caratterizzano il mondo della Comunicazione e del Management.

ReteCoM è il soggetto deputato all’interlocuzione con le Istituzioni e con le Parti Sociali. E sarà presente anche sul web con la molteplicità delle sue voci.

 

Rita Palumbo
Portavoce ReteCoM