COMtecnica Conference 2021 Appuntamento al 6/7 ottobre 2021

COMtecnica Conference 2021 è la due-giorni Internazionale della COM&TEC, Associazione Italiana per la Comunicazione Tecnica, organizzata da COMtecnica SRL in collaborazione con tekom Europe, Organizzazione Europea per la Comunicazione Tecnica, con il supporto di ReteCoM, la Rete per la Comunicazione e il Management, su tutto quanto può supportare il mondo delle PMI, dell’Industria, della Formazione, dell’Innovazione e della Tecnologia e tutti i Professionisti in ambito Comunicazione, Documentazione Tecnica e IntelligentInformation.

6-7 ottobre 2021

Partecipazione In Presenza nel Savoia Hotel di Rimini nel rispetto delle misure anti-Covid in vigore e Online in Diretta Streaming.

COMtecnica 2021 è la Conferenza internazionale, unica in Italia, progettata e realizzata per rispondere alle varie richieste ed esigenze dei Professionisti, delle Organizzazioni e dei Mercati, in ambito Comunicazione e Documentazione Tecnica intese come Processo tra i più importanti di qualsiasi realtà produttiva oggi.

La Comunicazione Tecnica è un Processo a cui prestare sempre più attenzione perché coinvolge un gran numero di risorse all’interno delle varie organizzazioni e moltissimi professionisti e consulenti.

COMtecnica 2021 è l’occasione per informarsi, apprendere, formarsi e condividere conoscenze sulle ultime tendenze che interessano il mondo dell’industria e delle imprese.

COMtecnica 2021 rappresenta la piattaforma ideale per condividere best practice ed ampliare la propria rete di contatti all’interno di un contesto internazionale ricco di presentazioni, workshop, sessioni interattive, talk e momenti di networking unici in Italia.

A caratterizzare questa edizione, oltre all’importante e significativo supporto di ReteCoM:

  • La Qualificazione CEPAS società del Gruppo Bureau Veritas
  • La Partecipazione Finanziabile con Fondi Interprofessionali, Enti Bilaterali e Contributi vari
  • La Presentazione della Norma UNI sul Comunicatore Professionale
  • La Certificazione di Servizio dell’ITS Italiano Tecnico Semplificato
  • La Piattaforma per la Terminologia in ambito Comunicazione Tecnica
  • Altro a breve.

A COMtecnica Conference 2021 Tendenze e Ultimissime Novità, Soluzioni, Prodotti e Metodi per migliorare processi e prodotti e implementare competenze e abilità richieste dal mercato, in due giorni di: Presentazioni, Workshop, Tavole Rotonde e Dibattiti.

Tra gli interventi selezionati in programma quest’anno:

  • UX nella Comunicazione Tecnica e Competenze richieste
  • AI nella Comunicazione e Redazione Tecnica: ruolo e funzione
  • UA/UX for mobile Apps
  • Piattaforme Interattive per l’intero Processo Comunicazione Tecnica
  • Contenuti più Smart per il Digitale
  • Comunicazione di Prodotto Innovativa
  • Requisiti legali e Normative di riferimento
  • Accessibilità e Usabilità dell’Informazione
  • Comunicazione Visuale
  • Redazione Controllata e Semplificata
  • Traduzione e Localizzazione con le migliore risorse
  • Terminologia – Progettazione di TermBase efficienti ed efficaci
  • Possibilità di business e nuove opportunità di impiego
  • Altro ancora …

Target di Riferimento:

Professionisti ed Esperti della Comunicazione e Documentazione Tecnica, Comunicatori e Redattori Tecnici, Fabbricanti e Produttori, MPMI, PMI, Industria, Uffici Tecnici, Ingegneria, Responsabili Sicurezza e Uffici Legali, Società di Servizi e Consulenza, Formatori, Mondo Universitario e della Formazione Professionale Specifica, Traduttori e Localizzatori, Terminologi, Produttori di Software, Associazioni di Categoria, Enti di Standardizzazione e tutti gli interessati a formarsi ed aggiornarsi nei vari ambiti.

Maggiori info qui: www.comtecnica.eu

Il video promo qui: https://www.youtube.com/watch?v=MpXiNTcvQEI

Contatti: info@comtecnica.com

INPGI: tagli non risolutivi e ipotesi irrealizzabili

La storia infinita continua.

La trama è sempre la stessa: le difficoltà dell’INPGI, L’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani, aumentano non di anno in anno, ma di giorno in giorno, con perdite da capogiro. Causa: diminuiscono i contribuenti attivi – giornalisti assunti – e aumentano i pensionati, grazie anche – se non soprattutto – ai prepensionamenti consentiti dalle politiche di sostegno all’editoria.

La soluzione prospettata dai vertici INPGI, ripetuta a dispetto dell’evidenza, è l’allargamento della platea ad altre figure professionali, comunicatori, grafici, poligrafici, web master e chi più ne ha più ne metta. Allargamento che ha ricevuto opposizioni motivate e decise, non solo da parte dei lavoratori non giornalisti, ma anche dall’interno del mondo giornalistico.

Tre consiglieri di amministrazione di INPGI hanno diffuso un comunicato che abbiamo letto con grande attenzione. Un resoconto puntuale della riforma dei tagli a danno dei giornalisti che dimostra quanto ancora si è lontani da una soluzione concreta. Lo pubblichiamo integralmente all’unico scopo di contribuire a fare chiarezza.

Dopo quattro anni di proposte e controproposte, è improcrastinabile avviare un percorso rigoroso e corretto su questioni complesse, che non possono più ricevere risposte parziali e temporanee dalle Istituzioni.

Il tema del futuro dell’informazione è un nodo centrale che va affrontato dal Governo con tutti gli attori della “produzione di contenuti”, attraverso Tavoli Tecnici congiunti di rappresentanza di tutte le realtà coinvolte. Non si tratta di avviare una trattativa, di mettere in atto azioni a difesa di interessi di parte. Si tratta di trovare soluzioni in grado di garantire lo sviluppo dell’occupazione sana, di individuare nuovi modelli di lavoro, di interpretare e gestire le sfide del futuro della digitalizzazione. E non c’è più molto tempo.

 

INPGI, appello alla concretezza

La storia si ripete e ritorna alla ribalta della cronaca che l’unica soluzione per “salvare l’INPGI” sarebbe l’allargamento della platea ai Comunicatori.  Una storia che si ripete da oltre tre anni, che pone una serie di interrogativi che, da tre anni, non trovano risposta.

I numeri: meno 242,2 milioni di euro il disavanzo del bilancio 2020, meno 188,4 milioni la differenza tra entrate contributive e uscite per le pensioni, meno 15mila i giornalisti attivi, per la precisione 14.700 a dicembre 2020, a fronte di quasi 10 mila pensioni pagate.

Il contesto: il mercato esige professionalità complesse a valenza digitale, e nemmeno il giornalismo può sottrarsi al cambiamento dei modelli produttivi dell’informazione. Nuovi modelli, nuove professionalità giornalistiche. Non altre figure professionali che esprimono diverse competenze.

I numeri e il contesto giustificano in qualche modo le difficoltà finanziarie dell’INPGI, senza entrare nel merito delle “prestazioni sostitutive dell’INPS” che avrebbero eroso milioni di euro all’ente privato dei giornalisti.

La questione, come sempre, riguarda le soluzioni possibili.

Se fosse necessario allargare il bacino dei contribuenti dell’INPGI, sarebbe necessario farlo con quei professionisti che svolgono l’attività giornalistica e non con altre figure professionali che nulla a che fare con “il diritto all’informazione” e “la libertà di stampa”.

Bisogna fare chiarezza ed essere trasparenti. Abbiamo ascoltato con grande attenzione e rispetto i vertici INPGI nell’audizione alla Commissione bicamerale di controllo sugli enti di previdenza avvenuta ieri, 27 maggio. I Comunicatori hanno diritto di capire che cosa significa in concreto l’affermazione della presidente Macelloni  “….abbiamo consegnato al tavolo e ai ministeri relazioni attuariali diverse e fatte a seconda di varie ipotesi, secondo le quali si conferma che con un allargamento della platea riferito ai numeri della potenziale platea di Comunicatori, l’istituto può conservare la stabilità e riportare i conti in ordine e il patrimonio in crescita. Questo dovrebbe essere già di per sé una garanzia per i nuovi iscritti.”

Quanti Comunicatori servirebbero? Come sarebbero individuati? Con quali criteri sono stati effettuati i calcoli attuariali? Su quali retribuzioni medie annue? E ancora: quali dei molteplici profili professionali della Comunicazione sarebbero coinvolti? Solo chi produce contenuti a nome e per conto delle aziende e delle organizzazioni (contenuti che nulla a che fare con il diritto all’informazione e la libertà di stampa)? Grafici? Web master? Pubblicitari? Content marketing?

Siamo contenti di apprendere che tutti auspicano la presenza dei sindacati confederali ad un Tavolo Tecnico, da noi richiesto alle Istituzioni competenti insistentemente da tempo. Sindacati confederali che non ci risulta siano d’accordo sull’ipotesi del salvataggio INPGI a spese dei Comunicatori.

Le questioni sono tante e tutte necessitano di analisi e soluzioni concrete. Anzi fattibili.

Le associazioni dell’OGF: “Vogliamo la ripartenza a porte aperte”

Venerdì 21 maggio – Inizia dall’Università di Salerno nella Settimana dell’Amministrazione Aperta #SAA21 la prima tappa degli incontri “Ripartenza A Porte Aperte”, campagna condotta da numerose associazioni della società civile che partecipano a Open Government Forum per richiedere alle PA di ripartire ricostruendo la trama della partecipazione civica per promuovere la vigilanza della società civile sulla realizzazione dei piani nazionali per l’Amministrazione Aperta e il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza.

Con l’iniziativa Ripartenza a porte aperte. Come l’Open Government Forum può contribuire ai Piani Nazionali per l’Amministrazione Aperta, organizzata dall’Osservatorio Osservatorio per la Comunicazione e l’Informazione nella PA in Italia e in Europa (OCIPA) del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione (PoliCom), le organizzazioni della società civile aprono il dibattito pubblico per confrontarsi su come partecipare in maniera attiva, reattiva e proattiva alla ripartenza dell’Italia.

Dopo gli appelli al Presidente Draghi e al Ministro Brunetta per la ripartenza a porte aperte si ricomincia da racconto di quello che le stesse associazioni che partecipano all’Open Government Forum hanno fatto in questi anni realizzando pratiche di cittadinanza attiva: monitoraggi civici, inchieste giornalistiche, attività didattiche sulla trasparenza amministrativa, accountability, comunicazione pubblica, advocacy, lobbying.

Ha aperto i lavori il Prof. Virgilio d’Antonio, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione,che ha affermato: “Auspico che alla ripresa delle attività in presenza all’Università di Salerno si riprenda anche il dialogo collaborativo tra Università e mondo delle associazioni della comunicazione e della società civile perché da questa sinergia si possono formare professionisti della comunicazione con adeguate competenze per far ripartire il nostro Paese”.

Daniela Vellutinodocente del laboratorio didattico per la comunicazione pubblica Diritto di Accesso Civico, ha sottolineato: “Partiamo dal Sud parlando agli studenti universitari, in particolare iniziamo da quelli/e che studiano Scienze della Comunicazione, perché in questa fase storica, così importante per il loro futuro, stanno apprendendo come fare buona comunicazione pubblica imparando a essere cittadini monitoranti. Con il loro sapere e saper fare devono poter contribuire alla ripartenza dell’Italia, lavorare nelle PA al servizio dei cittadini monitoranti. La comunicazione pubblica di qualità è una leva per i diritti di cittadinanza e per rafforzare la trasparenza e l’accountability delle PA”.

Hanno partecipato all’evento:

Federico Anghelé di The Good Lobby in Italia, un’organizzazione pan-europea che intende democratizzare l’accesso al potere creando lobby buone di cittadini e organizzazioni che si impegnino per le loro cause e per i loro valori.

Rosy Battaglia giornalista d’inchiesta e presidente dell’associazione CittadiniReattivi, progetto di giornalismo civico e associazione impegnata a tutela del diritto di sapere dei cittadini e nel richidere maggiore trasparenza alla PA. Autrice di inchieste nazionali che hanno scavato sulle banche dati pubbliche. Attivista per il Freedom Information Act con la campagna FOIA Italy. Ha a cuore il tema degli opendata

Paola Caporossi, tra i fondatori di Fondazione Etica per la valutazione delle Pubbliche Amministrazioni e la prevenzione della corruzione; l’innovazione a impatto sociale e l’inclusione sociale; la modernizzazione delle istituzioni pubbliche; oltre che presidente dell’Agenzia Rating Pubblico, che si occupa della misurazione della trasparenza e della performance delle Pubbliche Amministrazioni e del loro benchmarking, nonché di processi partecipativi.

Davide del Monte, Presidente e socio fondatore di info.nodes, organizzazione per la promozione del giornalismo di inchiesta e dell’attivismo civico. Fino a dicembre 2020 è stato direttore esecutivo di Transparency International Italia. Si interessa in particolare di giustizia sociale e delle relazioni tra politica e mondo privato.

Leonardo Ferrante Referente progetto Common comunità monitoranti di Libera e Gruppo Abele.

Isabella Mori, direttrice del servizio di informazione e tutela ai cittadini, delegata alle politiche nazionali sulla trasparenza e anticorruzione dell’associazione Cittadinanzattiva che promuove l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni, il sostegno alle persone in condizioni di debolezza.

Rita Palumbo, Segretario Generale FERPI, Federazione Italiana Relazioni Pubbliche, l’associazione che da più di 50 anni riunisce i professionisti delle Relazioni Pubbliche, e Portavoce e Coordinatore di ReteCoM, la Rete per le Associazioni della Comunicazione e il Management.

La sintesi degli interventi:

Federico Anghelé, The Good Lobby, “Abbiamo bisogno di una società civile forte e vitale che sia in grado di esercitare un ruolo di controllo (e talvolta anche di indirizzo) sulle istituzioni. Chiediamo trasparenza non perché essa sia un fine, ma perché è uno strumento cruciale nelle democrazie di oggi, in cui i cittadini pretendono che i decisori pubblici rendano conto di quel che fanno”.

Rosy Battaglia, giornalista d’inchiesta e presidente di CittadiniReattivi: “La pandemia ha messo in luce come siano indispensabili trasparenza e accesso ai dati per i cittadini, a partire dagli open data su salute, ambiente e spesa pubblica. Purtroppo, il processo decisionale intorno al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ci ha dimostrato come siamo ancora lontani dall’ascolto che il governo deve porre sia al Parlamento ma anche alle organizzazioni della società civile da tempo impegnate ufficialmente per il processo di un governo aperto. Organizzazioni già oggi in grado di proporre modelli di monitoraggio civico sul PNRR e soluzioni per facilitare i processi di comunicazione e dibattito pubblico tra Pubblica Amministrazione e cittadini. Proprio le nuove linee guida di OGP International mettono in rilievo come sia necessaria la co-creazione del prossimo di piano di OpenGov che non deve essere un semplice elenco di buone azioni, ma un modello di prassi di trasparenza e partecipazione per la PA tutta”.

Paola Caporossi, presidente Fondazione Etica: “Senza trasparenza non c’è ripresa né sviluppo. I dati che le PA pubblicano in Amministrazione Trasparente consentono di misurare e comparare la loro efficienza e capacità amministrativa. Per questo, la semplificazione non può avvenire a discapito degli oneri di pubblicazione, ma, al contrario, a sostegno delle amministrazioni che non riescono a farvi fronte. Le PA ci ascoltino, ci chiamino al tavolo della semplificazione e della riforma della PA, perché accanto alla gamba istituzionale serve quella civica, in alcun modo sostituibile dai consulenti.”

Davide Del Monte, presidente dell’associazione info.nodes: “I prossimi sei anni, grazie al PNRR, rappresentano un’occasione irripetibile per far crescere non solo l’economia italiana, ma anche la capacità di inclusione e partecipazione dei cittadini nella vita pubblica del Paese. Il PNRR e, in particolare, le attività di monitoraggio dei singoli progetti potranno essere il campo di sperimentazione per nuove pratiche di partecipazione civica, attraverso il coinvolgimento di associazioni e organizzazioni nel percorso di cambiamento che, si spera, miglioreranno l’Italia”.

Leonardo Ferrante, Scuola Common e Gruppo Abele: “Notizie come quella di oggi dell’arresto del Sindaco di Foggia per corruzione, sebbene tutte da dimostrare, evidenziano quanto sia necessario vigilare tanto come istituzioni e cittadini sull’Amministrazione pubblica. A maggior ragione per il Plan. Le competenze civiche sono necessarie in questa fase per evitare opacità, mala amministrazione e persino corruzione”. 

Isabella Mori, responsabile per le politiche della trasparenza di Cittadinanzattiva: “Non ci può essere ripartenza senza la partecipazione attiva e il coinvolgimento dei cittadini, in questo ultimo anno i percorsi di partecipazione e confronto nell’ambito dell’Open Government forum sono “quasi” del tutto mancati. Oggi, siamo qui per riaffermare quanto sia importante prevedere questi spazi. Se non sono le istituzioni a crearli, lo faremo noi cittadini perché su temi come il monitoraggio civico, la trasparenza e la partecipazione non arretreremo mai neanche di un passo”.

Rita Palumbo, Segretario Generale Ferpi “Ringrazio l’Università di Salerno per l’invito, che già lo scorso anno, nonostante fosse l’inizio della pandemia COVID, il 2 marzo del 2020, lo stesso dipartimento e la stessa prof. Vellutino organizzarono il primo appuntamento della Settimana dell’Amministrazione Aperta 2020. Dall’interessante dibattito di oggi è emerso che nel frattempo non è successo praticamente che si andasse nella direzione della trasparenza, dell’accesso civico, dell’accountability. La posizione delle organizzazioni civiche di pretendere il monitoraggio delle azioni pubbliche è legittima e va sostenuta per far sì che le Istituzioni modifichino il rapporto con i cittadini. Con la comunicazione è essenziale per far sì che questo rapporti cambi in modo virtuoso”.

UNI: in arrivo la nuova edizione della norma sulla figura del comunicatore professionale

COMUNCIATO STAMPA

È in inchiesta pubblica finale in queste settimane il progetto di norma UNI1605641, che qualifica la figura del Comunicatore professionale.
Il documento, che ha per titolo “Attività professionali non regolamentate – Comunicatore professionale – Requisiti di conoscenza, abilità e autonomia e responsabilità“, è liberamente scaricabile dalla nostra banca dati online ed è aperto ai commenti di chiunque sia interessato al tema.

Il progetto, sviluppato dal Gruppo di Lavoro UNI/CT 006/GL 06 “Figure professionali operanti nell’ambito della comunicazione” della Commissione “Attività professionali non regolamentate“, definisce appunto i requisiti relativi all’attività del Comunicatore professionale, revisionando la norma UNI 11483 del 2013.

Questi requisiti, come per le altre norme del settore APNR, sono specificati a partire da compiti e attività specifiche e declinati in termini di conoscenze e abilità, così da identificarne chiaramente il livello di autonomia e responsabilità in coerenza con il Quadro Nazionale delle Qualificazioni (QNQ) e del Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF).

Tali requisiti sono inoltre espressi in maniera tale da rendere omogenei e trasparenti, per quanto possibile, i relativi processi di valutazione della conformità.

Il Comunicatore professionale viene definito come quel professionista che si occupa della comunicazione come asset strategico di sviluppo di istituzioni, organizzazioni pubbliche, private e non profit e persone fisiche, e che svolge la propria attività a forte contenuto intellettuale e multidisciplinare – di tipo sia esecutivo che manageriale – in qualità di libero professionista, imprenditore, dipendente o altre forme.
Il Comunicatore professionale progetta e realizza quindi strategie di comunicazione coerenti con gli obiettivi dell’organizzazione in cui o per cui opera.

Il documento individua cinque ambiti di riferimento da cui derivano i relativi profili specialistici:

  1. Comunicazione Pubblica ed Istituzionale
  2. Comunicazione d’Impresa
  3. Comunicazione Tecnica
  4. Comunicazione Politica
  5. Comunicazione Sociale per il Terzo Settore

 

In termini di competenze, a seconda dei livelli di autonomia e responsabilità associati all’esercizio dell’attività, il Comunicatore professionale può essere inquadrato come Junior, Expert o Senior.
Per ciascuno di questi livelli, il progetto di norma specifica innanzitutto i compiti comuni a tutti i profili individuati e i compiti specifici, secondo uno schema a matrice di facile consultazione.

Vengono poi definite le conoscenze e le abilità comuni e specialistiche del Comunicatore professionale.

Il documento si completa di una Appendice A che specifica le linee guida per la valutazione della conformità relativa ai risultati dell’apprendimento, e una Appendice B che fornisce un inquadramento generale per la realizzazione di una infrastruttura della cultura dell’integrità professionale, delineando quindi gli aspetti etici e deontologici applicabili.

Il progetto di norma è in inchiesta pubblica finale fino al 1° giugno prossimo.

ReteCoM: INPS – INPGI: Normativa a raffronto. ASSICURAZIONE INFORTUNI INPGI

Sesta e ultima puntata 

ReteCoM ha elaborato – su dati e informazioni di fonti ufficiali INPS e INPGI – un raffronto tra i due sistemi pensionistici

ASSICURAZIONE INFORTUNI INPGI

L’assicurazione contro gli infortuni è stata istituita e disciplinata per la prima volta dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro giornalistico del 1955, e successivamente confermata in tutti i contratti di lavoro giornalistico, con progressiva elevazione dei massimali degli indennizzi.

Il finanziamento della prestazione avviene attraverso il versamento di un contributo mensile all’INPGI, da parte dei datori di lavoro.

Il diritto all’indennità assicurativa sorge per il giornalista ed i suoi aventi causa dal giorno dell’inizio del rapporto di lavoro contrattuale subordinato con l’azienda giornalistica, ancorché non sia intervenuto l’effettivo versamento dei relativi contributi e sussiste fino alla scadenza dei 15 mesi successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Si applica a tutti i giornalisti, con rapporto di lavoro subordinato, nel caso di infortunio dal quale derivi un’invalidità permanente (in misura superiore al 5%) parziale o un’invalidità permanente totale, e i loro aventi causa se l’infortunio ha per conseguenza la morte. In tal caso, l’indennità assicurativa spetta al coniuge e ai figli. In mancanza di coniuge e/o dei figli, l’indennità spetta ai genitori; in mancanza anche dei genitori spetta ai fratelli e alle sorelle che, al momento della morte, risultino conviventi e a carico del de cuius in base alla normativa in vigore per la corresponsione degli assegni familiari.

Rientrano tra gli infortuni l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale.

Misura dell’indennizzo:

  • invalidità permanente totale: Euro 108.455,95;
  • invalidità permanente parziale: importo proporzionale all’ indennità permanente totale (Euro 1.084,56 per punto di invalidità);
  • morte Euro 92.962,24.

I giornalisti (professionisti o pubblicisti) che abbiano la qualifica di collaboratori fissi o corrispondenti, la cui retribuzione sia inferiore a quella di redattore, hanno diritto ai suddetti trattamenti in misura ridotta del 50%.

L’indennità in caso di morte è maggiorata:

  • del 20% se l’evento si verifica in epoca compresa tra l’inizio del rapporto contrattuale ed il compimento del trentesimo anno di età;
  • del 50% se si verifica tra l’inizio del trentunesimo anno ed il compimento del quarantacinquesimo anno di età;
  • del 30% se si verifica tra l’inizio del quarantaseiesimo anno ed il compimento del cinquantacinquesimo anno di età.

L’indennità in caso di invalidità permanente totale è maggiorata:

  • del 50% se l’evento si verifica in epoca compresa tra l’inizio del rapporto contrattuale ed il compimento del trentesimo anno di età;
  • del 30% se si verifica tra l’inizio del trentunesimo anno ed il compimento del quarantacinquesimo anno di età;
  • del 20% se si verifica tra l’inizio del quarantaseiesimo anno ed il compimento del cinquantacinquesimo anno di età.

Se al momento dell’evento il giornalista era coniugato e/o aveva figli di età inferiore ai diciotto anni, l’indennità dovuta in caso di morte o di invalidità permanente totale è maggiorata del 10% per il coniuge e di un ulteriore 10% per ciascuno dei figli minori fino ad un massimo complessivo del 50% dell’indennità stessa.

* * * * *

In conclusione, anche se dal 2016 i contributi che finanziano i trattamenti pensionistici INPGI sono stati equiparati a quelli INPS e dal 2017 è stato introdotto il sistema di calcolo contributivo, pro quota, per tutti gli iscritti, permangono notevoli disparità di trattamento, rispetto all’INPS, sul fronte delle prestazioni, sia nei requisiti per accedervi, sia nella misura.

Analogamente accade per i trattamenti di natura non previdenziale.

Anche l’obbligo da parte dell’INPS di farsi carico dei trattamenti di maternità e dei congedi/permessi per l’assistenza ai disabili per gli iscritti INPGI, senza la previsione di un corrispondente obbligo contributo, risulta singolare.

È prevedibile che queste sperequazioni portino, nel breve/medio periodo, ad ulteriori difficoltà di bilancio per l’INPGI, in considerazione anche del sempre maggior ricorso, nel settore, a contratti di lavoro autonomo, per i quali la contribuzione viene versata nella gestione separata INPGI2.

Secondo quanto dichiarato dalla Presidente dell’INPGI, Marina Macelloni, vent’anni fa, quando è stata istituita la suddetta gestione separata, i cosiddetti free lance erano una parte marginale della categoria, oggi sono più numerosi dei lavoratori dipendenti, poiché il lavoro autonomo è diventato la nuova forma di lavoro per tutti quelli che sono stati espulsi dalle redazioni a causa dei processi di ristrutturazione delle aziende o per tutti i giovani colleghi che non riescono ad avere un contratto a tempo indeterminato.

Da qui la necessità di reperire lavoratori dipendenti in altri ambiti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ReteCoM: INPS – INPGI: Normativa a raffronto. AMMORTIZZATORI SOCIALI

Quinta puntata 

ReteCoM ha elaborato – su dati e informazioni di fonti ufficiali INPS e INPGI – un raffronto tra i due sistemi pensionistici

AMMORTIZZATORI SOCIALI

Regole più favorevoli nell’INPGI: la cassa integrazione per crisi aziendale può arrivare fino a 24 mesi invece dei 12 previsti nel sistema generale, non derogabili. È prevista la possibilità di Cigs a zero ore, non più contemplata nel sistema generale, mentre la riduzione complessiva dell’orario di lavoro nei contratti di solidarietà non può superare il 70% (60% nell’INPS).

Indennità di disoccupazione INPGI Versus Naspi INPS

Se è vero che tra i requisiti, al contrario dell’INPS[1], l’INPGI richiede il biennio di iscrizione rispetto alla data di cessazione del rapporto di lavoro, è vero anche che l’Istituto di previdenza dei giornalisti prevede un sussidio straordinario di 12 mesi in caso di licenziamento o di fine contratto a termine, che non esiste per la Naspi.

Sensibile la differenza relativa all’importo del trattamento di disoccupazione. Mentre l’INPS – attraverso un calcolo molto complesso e più penalizzante rispetto all’INPGI – ha un massimale per il 2019 di 1.328,76 Euro, l’INPGI ne prevede uno di 1.754,30 Euro

Inoltre, la riduzione dell’assegno parte a decorrere dal 181° giorno (del 5% ogni 30 giorni, fino ad una riduzione massima del 50%), mentre la Naspi viene ridotta già dal quarto mese (del 3% per ogni mese).

L’INPGI riconosce i contributi figurativi come avviene per la Naspi, ma su una base di calcolo superiore.

Il reddito da lavoro autonomo è cumulabile e compatibile con l’indennità di disoccupazione nella misura del 50%, fino al limite di un terzo dell’indennità stessa. Nell’INPS i limiti di reddito che permettono la cumulabilità sono pari a € 8.000,00 per i lavoratori dipendenti e a € 4.800,00 per i lavoratori autonomi.


[1] Per la Naspi occorre avere almeno 13 settimane di contribuzione, versata nei 4 anni precedenti la disoccupazione, e 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.

ReteCoM: INPS – INPGI: Normativa a raffronto. CALCOLO DELLA PENSIONE

Quarta puntata

ReteCoM ha elaborato – su dati e informazioni di fonti ufficiali INPS e INPGI – un raffronto tra i due sistemi pensionistici

CALCOLO DELLA PENSIONE

Nell’INPGI, solo dal 1° gennaio 2017 si applica il sistema di calcolo contributivo per tutti.  Agli iscritti alla data del 31.12.2016 si applica il calcolo misto.

Nell’INPS, il sistema contributivo per tutti si applica dal 1° gennaio 2012.  Per il calcolo della pensione relativamente alle anzianità maturate prima del 1° gennaio 2012 le regole differiscono in base alla situazione contributiva in essere nel 1996, ovvero:

  • interamente con il sistema retributivo per coloro che al 31.12.1995 avevano maturato un’anzianità contributiva almeno pari a 18 anni;
  • sistema misto, per chi al 31.12.1995 risultava essere già lavoratore dipendente ma aveva un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni (sistema retributivo in ragione degli anni di contribuzione antecedenti il 1996 e sistema contributivo per il restante periodo);
  • interamente con il sistema contributivo, per chi ha iniziato a contribuire dal 1° gennaio 1996 in avanti.

Cumulo periodo contributivi

La normativa sul cumulo gratuito dei periodi contributivi si applica anche alle contribuzioni versate nell’INPGI ma, per quanto riguarda il pensionamento anticipato per anzianità, occorre aver maturato i requisiti previsti dall’INPS (attualmente, 42 anni e 10 mesi, più finestra di 3 mesi).

Per i giornalisti restano comunque in vigore:

  • le disposizioni di cumulo dei periodi contributivi previsti dalla legge Vigorelli (art. 3 della legge 1122/55), che consente il cumulo tra il Fondo lavoratori dipendenti e gestioni Artigiani, Commercianti e Coltivatori diretti INPS e l’INPGI-1.   Tale norma prevede che – una volta perfezionati i requisiti contributivi in tutte le gestioni interessate – la pensione di vecchiaia o di anzianità – sia ripartita tra i due enti in ragione dei contributi versati in ognuno di essi. La domanda va presentata all’ente di ultima iscrizione, che provvede all’istruttoria della pratica con l’altro ente. Per il pagamento, contrariamente a quanto avviene con il “cumulo gratuito”, ogni ente provvede al versamento mensile della quota di propria competenza;
  • le disposizioni sulla “totalizzazione” di cui al Decreto legislativo n. 42/2006, che comporta lo stesso procedimento previsto per il “cumulo gratuito”, ma tutte le quote di pensione sono calcolate con il meno favorevole sistema contributivo. La pensione di vecchiaia decorre 18 mesi dopo che siano stati raggiunti 65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contribuzione complessiva; mentre la pensione di anzianità decorre 21 mesi dopo che siano stati raggiunti 40 anni e 7 mesi di contribuzione complessiva, a prescindere dall’età anagrafica.

In sintesi, gli iscritti all’INPGI non hanno nessuna agevolazione se devono cumulare/totalizzare periodi assicurativi versati in enti diversi, ma neppure nessuna penalizzazione, se non quella derivante dal fatto di dover attendere il raggiungimento dei requisiti – meno favorevoli – previsti all’INPS.

Contributo di solidarietà

Prelievo triennale operato dall’INPGI sulle pensioni superiori ai 38.000 Euro. Parte dall’1% sugli assegni superiori ai 38.000 Euro per arrivare al 20 % sulle pensioni superiori ai 200.000.

Nell’INPS il taglio parte dal 15% sugli assegni superiori ai 100.000 Euro fino al 40 % per la quota eccedente i 500.000 Euro annui.

ReteCoM: INPS – INPGI: Normativa a raffronto. REQUISITI TRATTAMENTI PREVIDENZIALI

Terza puntata 

ReteCoM ha elaborato – su dati e informazioni di fonti ufficiali INPS e INPGI – un raffronto tra i due sistemi pensionistici

REQUISITI TRATTAMENTI PREVIDENZIALI

Pensione di vecchiaia INPS e INPGI identici requisiti (67 anni di età e 20 anni di contributi).

Nell’INPGI sono previste clausole di salvaguardia che permettono di andare in pensione in base ai requisiti di miglior favore previsti dalla normativa in vigore al 31 dicembre 2016.

Pensione anticipata di anzianità: INPGI più favorevoli: 40 anni e 5 mesi + adeguamento aspettativa di vita e almeno 62 anni di età, mentre per l’INPS il requisito è di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età.

Anche per la pensione di anzianità sono previste clausole di salvaguardia in riferimento ai requisiti in vigore fino al 31 dicembre 2016.

I predetti requisiti contributivi possono essere perfezionati anche attraverso il cumulo della contribuzione INPS/INPGI, mentre per la pensione di vecchiaia si possono cumulare i contributi versati anche in altri Enti pensionistici.

L’INPGI e le casse privatizzate non sono obbligate ad applicare le regole della cosiddetta Quota 100, vale a dire la pensione di anzianità con 62 anni di età e 38 di contributi.

Pensione di invalidità:

Nell’INPGI la pensione di invalidità è calcolata con i criteri stabiliti per il calcolo della pensione di vecchiaia. Qualora l’assicurato non risulti già titolare di altro trattamento pensionistico, ovvero, non abbia ancora conseguito diritto a pensione presso altri Enti previdenziali, la misura di tale pensione non può essere inferiore a quella derivante da 20 anni di contribuzione e, comunque, al trattamento minimo.

L’INPS invece prevede una pensione di inabilità erogata in favore dei soggetti ai quali sia riconosciuta una inabilità lavorativa totale (100%) e permanente (invalidi totali), e che si trovano in stato di bisogno economico.  Per l’anno 2019 l’importo della pensione è di 285,66 Euro e viene corrisposto per 13 mensilità ed il limite di reddito personale annuo per il 2018 è pari a 16.814,34 Euro.

Prepensionamento: nell’INPGI, possibilità riservata agli iscritti con almeno 62 anni di età e 25 anni e 5 mesi di anzianità contributiva in caso di CIGS per riorganizzazione aziendale di durata non superiore a 24 mesi, con impegno ad operare contestualmente nuove assunzioni.  Età e contributi adeguati alla speranza di vita 2019.  Parziale cumulo con eventuali redditi.

Pensione ai superstiti: i destinatari sono gli stessi per entrambi gli Enti.

Gli assegni sono più generosi nell’Istituto dei giornalisti che non nel sistema generale. L’ultima riforma non ha toccato le percentuali di reversibilità delle pensioni INPGI, limitandosi a limare le prestazioni nel caso in cui il coniuge sopravvivente disponga di un reddito autonomo.

Il risultato concreto è ad esempio che mentre l’INPS in caso di solo coniuge sopravvivente riserva il 60% dell’assegno, l’INPGI continua a mantenere il 75% ed il 90% per due superstiti (80% nell’INPS).  In entrambi gli enti si raggiunge il 100% per tre o più superstiti. La quota percentuale per il solo coniuge scende per l’INPGI con il salire dell’assegno pensionistico, fino a pareggiare il 60 per cento dell’INPS per pensioni superiori ai 57.189,22 Euro.

Da notare che, mentre l’INPS taglia di un ulteriore 50% l’importo corrisposto al solo coniuge superstite se questi ha un reddito superiore ai 32.589,70 Euro, l’INPGI si limita a limare l’assegno del 40%, se il coniuge ha un reddito proprio superiore ai 44.456,18 Euro.

ReteCoM: INPS – INPGI: Normativa a raffronto. CONTRIBUZIONE

Seconda puntata

ReteCoM ha elaborato – su dati e informazioni di fonti ufficiali INPS e INPGI – un raffronto tra i due sistemi pensionistici

CONTRIBUZIONE

Contributi a carico del datore di lavoro, dove non è diversamente indicato:

IVS: In entrambi gli Enti le aliquote che finanziano la previdenza sono pari al 23,81% a carico del datore di lavoro e al 9,19% + un 1% di solidarietà superato un massimale (attualmente 47.379,00 Euro), a carico del lavoratore (l’INPGI si è allineato all’INPS dal primo gennaio 2016).
Massimale contributivo

(per il 2021, 103.055,00)

Nell’INPGI introdotto dal 1° gennaio 2017, per i soli giornalisti privi di anzianità contributiva pregressa, nell’INPS il massimale contributivo si applica per chi è assicurato per la prima volta dal 1996 in avanti.
Fondo di garanzia TFR 0,30% INPGI 0,20% INPS
Assegni familiari 0,05% INPGI e 0,68% INPS
Disoccupazione 1,61% per entrambi
Maternità Per i giornalisti dipendenti da datori di lavoro privati, nonostante siano iscritti ai fini previdenziali presso l’INPGI, rientrano nelle competenze dell’INPS:

  • le prestazioni di maternità, anche in assenza del relativo contributo;
  • l’autorizzazione al congedo straordinario per l’assistenza ai familiari portatori di handicap grave e la fruizione dei permessi per disabili, compreso il pagamento delle relative indennità economiche.  In tali casi, a richiesta dell’interessato, l’INPGI provvede all’accredito della contribuzione figurativa.

INPS 0,24%

Malattia Contributo non presente nell’INPGI, Indennità di malattia a carico del datore di lavoro (primi 9 mesi al 100%, successivi 9 al 50%).

INPS 2,44%

Infortuni Euro 11,88 mensili per dodici mesi.

Non presente nell’INPS

Contributo di solidarietà In entrambi, pari al 10% sugli importi dovuti dal datore di lavoro per i fondi di previdenza ed assistenza sanitaria.
Fondo di perequazione A carico del giornalista: Euro 5,00 mensili per 12 mensilità, posto a carico del giornalista (dovuto da tutti i giornalisti titolari di un rapporto di lavoro regolato dall’art. 1 del CNLG, nonché dai titolari di rapporti di lavoro ex art. 2, 12, 36 con retribuzione pari o superiore a quella minima contrattuale del redattore con più di 30 mesi di anzianità).
Fondo integrativo di previdenza 1,50% (contributo non dovuto per i giornalisti praticanti, per i giornalisti pubblicisti e per i giornalisti professionisti con contratto a termine).

Obbligo di iscrizione alla Casagit, cassa di assistenza sanitaria.