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Norma-ponte salva INPGI

17/06/2019 - COMUNICAZIONE&LAVORO

L’emendamento al decreto Crescita, dopo tanti tentativi andati a vuoto, ha avuto oggi il via libera delle Commissioni Finanze e Bilancio della Camera in una formulazione diversa rispetto a quelle finora circolate. Come riporta Ansa “l'emendamento al decreto Crescita, ulteriormente riformulato, consente tra l'altro di sospendere il commissariamento dell'ente fino alla fine dell'anno. L'Inpgi avrà 12 mesi di tempo dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto per varare una riforma del proprio regime previdenziale volto all'equilibrio finanziario della Gestione sostitutiva dell'assicurazione generale obbligatoria che intervengano in via prioritaria sul contenimento della spesa e, in subordine, sull'incremento delle entrate contributive”.

Per almeno 18 mesi, dunque, non si parlerà di "deportazione forzata" dall'INPS dei comunicatori per allargare la platea dei contribuenti e riequilibrare il disavanzo previdenziale della cassa privata dei giornalisti, perché i vertici INPGI saranno impegnati a varare una riforma del proprio regime previdenziale.

Scampato pericolo, quindi, di commissariamento per INPGI. Pericolo non scampato per i comunicatori, perché se il bilancio attuariale – che dovrà essere appunto redatto entro i 18 mesi - non dimostrerà una “sostenibilità economica e finanziaria di medio e lungo periodo”, il governo adotterà “uno o più regolamenti diretti a disciplinare le modalità di ampliamento della platea contributiva dell'INPGI". E la storia ricomincerà.

Abbiamo quindi 18 mesi per lavorare alla costituzione un Tavolo condiviso con il governo e tutti i soggetti del mercato del lavoro della comunicazione e dell’informazione per evitare scelte nefaste per tutti, giornalisti e comunicatori.

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