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ReteCoM: “Urgente un incontro tra Governo, Parti Sociali e Associazioni di Categoria”

di Rita Palumbo

Ogni anno tra ottobre e dicembre, in concomitanza con il dibattito sulla Legge di Bilancio, torna alla ribalta la questione “salvataggio INPGI”. E anche quest’anno, stando alla cronaca fino ad oggi, non dovrebbero essere approvati emendamenti che introducano forzosamente il trasferimento dei contributi dei comunicatori dall’INPS all’INPGI. Ci sarebbe un tentativo di “deportazione contributiva” dei poco più di 5mila comunicatori pubblici. E se così fosse, oltre al danno all’erario ci sarebbe anche la beffa etica: dipendenti pubblici che versano nella cassa privata dei giornalisti….

Sembra una storia infinita a tinte surreali perché la questione non è se salvare l’INPGI e proteggere le pensioni future dei giornalisti, ma del COME. L’INPGI non può essere salvato con l’allargamento della platea contributiva e ReteCoM, la Rete delle associazioni per la Comunicazione e il Management – cui aderiscono CIDAConfAssociazioniASCAICom&TecFerpiIAA e UNA – da anni, ha dimostrato, dettagliato e testimoniato le motivazioni. 

Motivazioni che anche all’interno delle Istituzioni sono state (finalmente) prese in considerazione. L’INPGI sta implodendo non certo per colpa dei giornalisti ma perché il mercato dell’editoria e della produzione dei contenuti è profondamente, radicalmente cambiato. Le figure professionali che producono contenuti sono molte e in continua evoluzione, i canali di diffusione – con la digitalizzazione – impongono nuovi modelli di business, cancellano rendite di posizione e pongono questioni etiche, politiche ed economiche che riguardano soggetti globali della tecnologia. Non è più tempo di privilegi per pochi.

Chiedere di salvare l’INPGI per salvare la libertà di stampa è fuori luogo. 

Ipotizzare, ancor oggi che viviamo una profonda crisi economica e sociale, di indebolire ancor di più lo Stato e l’INPS è inaccettabile.

Confrontarci per salvaguardare il lavoro di tutti, valorizzarne le competenze e i compensi e impegnarci insieme a ridisegnare uno scenario del lavoro del futuro è l’unica strada percorribile. Ed è su questi temi che ReteCoM, con tutte le sue associazioni, è pronta a discutere e a dare il proprio contributo. Non si tratta più solo di dibattere come e se salvare l’istituto privato di previdenza di una categoria, ma di nuovi modelli di lavoro, che impongono un Tavolo tecnico tra  Governo, Parti Sociali,  associazioni di categoria e tutti gli attori di questa grande sfida per il futuro. 

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